Formazione più efficace se coinvolti i manager

Quando la formazione in azienda si rivela efficace? Ci sono dei passaggi da considerare se si vuole che i propri collaboratori crescano professionalmente e si arricchiscano davvero attraverso la formazione. Il primo punto è dato dall’esercizio quotidiano delle nuove competenze: la costanza è determinante, insieme alla rilevanza che hanno le stesse competenze ai fini dell’efficacia lavorativa. Spesso, tuttavia, le persone, dopo la formazione alle soft skill, tendono a ritornare ai loro comportamenti pregressi, e questo accade anche perché i manager non sono coinvolti nella fase di follow-up e non mettono a frutto quanto appreso dai collaboratori.

Gli individui hanno meno potere di cambiare il sistema che li circonda rispetto al potere del sistema che, invece, li plasma e li modella.
L’idea che i sistemi organizzativi, che definiscono ruoli, responsabilità e relazioni, abbiano un forte impatto sulla mentalità e i comportamenti degli individui è dimostrato da numerosi studi e ricerche*. Inoltre, il crescente numero di impegni e responsabilità richiesto ai manager, non consente a questi ultimi di fare follow up e seguire gli sviluppi delle varie attività a cui, per esempio, partecipano i collaboratori.

È necessario dunque creare un ambiente di lavoro dove vengano sviluppate le interazioni tra persone, in particolare coinvolgere i manager e fare in modo che questi siano a conoscenza delle reali competenze dei propri collaboratori, in modo da definire gli obiettivi di crescita e attivare questo potenziale.

Per questo motivo, abbiamo sviluppato un’integrazione al percorso MAAM per mamme e papà. Si chiama MAAM Manager e intende rafforzare il rapporto tra manager e dipendenti, grazie ad alcune attività di verifica e valorizzazione di quanto appreso, da pianificare e svolgere insieme, incentivando la collaborazione, la fiducia e la stima reciproche.

Il manager diventa quindi un punto di riferimento importante per i suoi collaboratori, consapevole delle potenzialità delle persone del suo team, e promotore di una generale valorizzazione delle risorse. 

Il risultato? Persone più motivate e coinvolte e un miglioramento a livello di benessere organizzativo e gestionale. MAAM Manager intende proprio agevolare il passaggio dalla formazione all’azione!

*Seymour Lieberman, Institute for Social Research, University of Michigan
*Boris Groysberg, Harvard Business School

I capitali dell’impresa

Il 26 settembre si è svolto a Bologna il convegno Il Manager del Valore e i Capitali d’Impresa organizzato da GoForBenefit e dalla Scuola di Economia Civile (SEC) che ha coinvolto alcuni relatori d’eccezione, tra cui il Prof. Stefano Zamagni, economista, esperto di terzo settore ed economia sociale. Eravamo presenti anche noi in qualità di sostenitori dell’iniziativa.

Gli asset intangibili e il loro contributo alla creazione del valore si stanno imponendo con decisione sempre maggiore e richiedono una forte e armoniosa integrazione tra loro per offrire quel valore aggiunto necessario alla creazione di un modus operandi sostenibile e distintivo:

  • Il capitale umano con tutte le competenze, l’esperienza, la motivazione delle persone che lavorano
  • Il capitale sociale e relazionale e quindi il network e i rapporti
  • Il capitale strutturale con tutti i beni materiali che l’azienda mette a disposizione
  • Il capitale naturale ovvero l’ecosistema naturale in cui l’azienda opera

Un approccio che implica, dunque, una modalità più aperta e integrata nella conduzione del business, insieme a un pool di competenze nuove nei manager che devono condurre la rappresentazione del valore aziendale.

Per rendere tutto ciò reale, servono aziende illuminate, che sappiano guardare al futuro con lungimiranza e che siano consapevoli delle potenzialità delle proprie risorse.

Una visione, questa, coerente con MAAM, nel rispetto del valore delle persone e della loro vita.

Partecipare a questo convegno è stato per noi un modo per condividere il nostro punto di vista sul mondo del lavoro, con una motivazione che ci spinge, ogni giorno, a essere rivoluzionari.

Missione papà

Un tema particolarmente caldo e discusso quello del congedo di paternità, che in Italia sembra non avere particolarmente presa nel panorama aziendale, mentre all’estero sia più facilmente riconosciuto. Una sorta di tacito “consenso” tutto italiano che impedisce ai padri di esprimere appieno la loro identità, lasciandoli in una condizione frustrante e confusa.

Quali sono dunque gli ostacoli che i padri sono costretti a dover affrontare?

Stereotipi e pregiudizi sono al primo posto e riflettono l’immagine ormai vecchia e superata del “padre (in un ruolo minoritario) che lavora e la madre bada ai figli”.

La gestione del tempo è un fattore determinante nel destreggiarsi tra lavoro e famiglia e per i padri è oggettivamente difficile organizzare la quotidianità, incastrando tutti gli impegni e dedicando il tempo e le energie necessarie che i figli richiedono. Questa difficoltà nel conciliare felicemente vita e lavoro porta all’amletica “scelta obbligata”: investire sulla famiglia mettendo in secondo piano la carriera professionale o, al contrario, dedicarsi al lavoro lasciando meno spazio alla cura dei figli?

Infine, la tecnologia, presenza costante nella quotidianità, si rivela un fattore di disturbo che non consente di staccare completamente dal lavoro.

Sociologi e economisti dimostrano come il congedo sia una scelta positiva sia per la famiglia che per l’azienda e porti effetti positivi sul rendimento e la produttività dei dipendenti. L’Osservatorio MAAM conferma queste affermazioni: il 97% risulta più felice, il 39% è più attento alla gestione del tempo e il 29% è in grado di ridimensionare meglio i problemi sul lavoro. L’avventura della paternità migliora incredibilmente la loro capacità di ricerca di un equilibrio personale, fatto di una visione più ampia del mondo, maggiore responsabilità e attenzione al futuro. Persone “nuove”, quindi, capaci di continuare ad apprendere, sbagliare e accogliere il cambiamento come fattore costante della vita quotidiana, con energie rinnovate da utilizzare in famiglia e sul lavoro.

Di congedi di paternità si è parlato anche al Tempo delle Donne, la tre giorni milanese diventata ormai un appuntamento fisso per parlare di attualità al femminile.

Avevamo già parlato del Tempo delle Donne qui: LA FELICITÀ TRA FAMIGLIA E LAVORO

Numerosi gli spunti emersi durante questo evento lanciati dagli speaker che hanno preso parte insieme a noi al panel dal titolo “Co-genitori e contenti”: Francesca Polti, direttore generale dell’omonima azienda è convinta dell’importanza di un clima sereno quando un dipendente sta per diventare genitore, facendosi promotrice di una politica volta a offrire strumenti di flessibilità per i collaboratori; Vera Slepoj, psicanalista, sostiene il valore fondamentale del partner che “stia accanto alla compagna per sostenerla”, ascoltandola, tranquillizzandola e facendola riposare; Massimiliano Ossini, noto conduttore tv, esprime il suo punto di vista di papà sottolineando come la famiglia debba essere una squadra; Riccarda Zezza invita a ripensare a una nuova immagine di papà, libero da stereotipi e capace di esprimersi in tutta la sua identità.

Tutti hanno concordato su un punto, un valore da vivere e costruire ogni giorno con slancio e voglia di fare, e tema della quinta edizione dell’evento: la felicità.

MAAM a Heroes meet in Maratea

Il nostro intervento a Heroes, meet in Maratea, il più importante festival euro mediterraneo dedicato all’innovazione e impresa, ci ha permesso di far riflettere sul perchè le startup guidate da donne ricevano meno finanziamenti anche se rendono di più. Il tema di questa edizione di Heroes è Money&Value e solo il 16% degli startupper sul palco di quest’anno sono donne, segnale chiaro di un forte divario di genere anche in questo settore. Le ricerche più recenti[1] dimostrano infatti che le start up a guida femminile ricevono meno della metà dei finanziamenti di quelle maschili, nonostante rendano oltre il 10% in più in cinque anni. Le motivazioni? Gli investitori, oltre a credere che le donne non abbiano delle competenze tecniche di base adeguate, non hanno una conoscenza approfondita dei prodotti/servizi femminili e sono attratti dai progetti maschili in quanto più aggressivi.

Un pregiudizio che sparisce quando a investire sono “non professionisti”: la campagna di crowd funding fatta da Life Based Value sul portale Mamacrowd all’inizio del 2018 è stata la terza per capitale raccolto, con oltre 456.000 euro, un overfunding del 456% e un’adesione di 101 nuovi soci, di cui il 40% donne.

In particolare, il 45% delle persone ha investito la quota minima di 500 euro, il 35% dai 500 ai 5.000 euro, il 20% sopra i 5.000 euro fino ad un massimo di 50.000 euro. Tra le motivazioni principali per le quali i nuovi soci hanno deciso di investire in MAAM emerge che il 40% ha creduto nel progetto e nelle sue potenzialità. Il 27% ha molto a cuore il tema della maternità/paternità, il 25% era desideroso di fare un investimento “diverso” e infine l’8% è stato convinto dal passaparola.

“Grazie al crowdfunding e ai nostri business angel, ora abbiamo a bordo oltre 100 persone che credono in MAAM, che si aggiungono alle 40 aziende e alle 4.000 persone che, acquistandolo e usandolo, lo rendono vivo. Tengo molto a portare la mia esperienza ad HEROS perché l’innovazione sociale che fa la mia azienda risente ancora di definizioni troppo vaghe e la nostra esperienza può aiutare a renderla più concreta e a mettere a punto strumenti di crescita più efficaci”. Così Riccarda Zezza interviene durante l’evento, sottolineando l’importanza che il crowdfunding ha giocato nel lancio di MAAM.

[1] Why women- owned startups are a better bet”, Boston Consulting Group, Giugno 2018

Il Tempo delle Donne 2018: la felicità tra famiglia e lavoro

Una felicità che coinvolga lavoro e famiglia è possibile?

Una domanda che tocca le corde più profonde delle nostre emozioni, del nostro vissuto e che potrebbe avere potenzialmente un’infinità di risposte per la molteplicità di situazioni che ognuno vive quotidianamente. Noi crediamo che si possa trovare un equilibrio, una sinergia che possa dare spazio senza togliere energie e tempo, ma che, anzi, dia forza a entrambi gli aspetti.

Abbiamo avuto modo di parlarne sabato 8 settembre al Tempo delle Donne, quinta edizione della rassegna culturale organizzata dalla 27esima Ora, in collaborazione con Io Donna, Fondazione Corriere e ValoreD, presso gli spazi della Triennale di Milano. Un panel che ha visto gli speaker confrontarsi su diverse tematiche che coinvolgono i ruoli di mamma e papà. Gli spunti e le risposte hanno spaziato tra vari campi: dalla psicologia con Vera Slepoj, alle logiche di azienda con Francesca Polti, per poi virare sulle prospettive innovative proposte da Riccarda Zezza, e approdare all’esperienza di un papà d’eccezione, Massimiliano Ossini, giornalista e conduttore TV.

Tanti i quesiti posti dalla moderatrice Danda Santini, Direttrice di IO Donna, e tanta la voglia di confrontarsi. Dati e ricerche confermano che in Italia gli uomini sono per la prima volta pronti a prendere il congedo di paternità, mentre le donne fanno fatica a delegare. Quindi, come lasciare liberi gli uomini per creare i loro modelli senza copiare le mamme? 

Riccarda Zezza ci invita a riflettere su come sia necessario inventare una paternità tutta nuova che lasci spazio di essere se stessi, senza gabbie e stereotipi, imposti dalla storia e dalle tradizioni. Una nuova prospettiva da adottare e su cui lavorare con determinazione e slancio per avere uno sguardo libero da preconcetti, rinnovato e sempre pronto ad accogliere nuove sfide.

Una libertà che fa rima, per Francesca Polti, con serenità sul lavoro. La Managing Director dell’omonima azienda sostiene che “un clima sereno e un coinvolgimento delle persone sia durante il congedo che dopo costituisca un elemento di rispetto e di valorizzazione dei propri dipendenti”.

Famiglia, dunque, che diventa il fulcro da cui partire ogni giorno con entusiasmo e buona volontà, perché le prospettive che abbiamo di fronte non sono irrealizzabili, ma si possono affrontare insieme, prendendoci cura di noi e degli altri.

MOM, il progetto Erasmus+ per le madri d’Europa

L’1 settembre 2018 è il primo compleanno del progetto europeo MOM – Maternity Opportunities and Mainstreaming, finanziato da Erasmus+ per portare i principi del Life Based Learning di MAAM alle madri disoccupate.

Scopo di questa iniziativa, che si concluderà nel 2020, è offrire alle madri europee senza lavoro l’accesso a un percorso formativo che valorizzi la loro maternità come occasione di scoperta e sviluppo di competenze chiave per il mondo del lavoro, contribuendo, su più ampia scala, alla riduzione della disoccupazione femminile in Europa.

Questo attraverso una serie di strumenti, tutti gratuiti e accessibili:

  • Un percorso in aula della durata di 3 giorni (attivabile “on demand”)
  • Due MOOC (acr. Massive Open Online Courses, ovvero corsi online originariamente destinati a un’utenza molto ampia), uno destinato alle madri e l’altro rivolto ai trainer
  • Una community online di discussione, confronto e condivisione di informazioni e risorse

MOM è un’occasione per dire a tutte le madri d’Europa che la loro esperienza di maternità è preziosa, e con essa si attivano competenze chiave tra le più necessarie al mondo del lavoro d’oggi. Una caratteristica importante del metodo MAAM e del Life Based Learning è di essere accessibile a tutti, indipendentemente dalla formazione o dallo stato sociale – e siamo molto contenti di essere citati proprio per questa peculiarità nel report McKinsey – Ashoka The skilling challenge. How to equip employees for the era of automation and digitization – and how models and mindsets of social entrepreneurs can guide us. Per noi questo progetto è anche una bella occasione di confronto e sinergia a livello europeo – così commenta Riccarda Zezza, CEO di Life Based Value.

Tra i partner del progetto, oltre a Life Based Value che ha la responsabilità del metodo formativo e dello sviluppo tecnologico, figurano Piano C Milano (coordinatore e capofila), Ayuntamiento de Alzira (Spagna), EUROMASC – European Masters of Skilled Crafts (Norvegia), Fondazione Politecnico di Milano, INOVA (Regno Unito), International Platform for Citizen Participation (Bulgaria), University of Thessaly – Career & Lifelong Training Centre (Grecia).

MOM intende raggiungere almeno 1.200 madri disoccupate entro il 2020, offrendo loro l’accesso gratuito alle risorse online che saranno disponibili in 5 lingue.

Per approfondimenti:

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